Manovra: sindacato Nursind, 'per gli infermieri è il nulla cosmico'
"Una manovra di cortissimo respiro, ma soprattutto delle cinque targate Meloni-Giorgetti quella che dà meno agli infermieri. Il nulla cosmico. Con buona pace del ministro della Salute Schillaci della cui impronta in questa legge di Bilancio non c'è traccia". E' netto il segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, nello stroncare la Legge di bilancio che domani inizia il suo iter in Parlamento. "Meno male che l'obiettivo era valorizzare il personale - attacca Bottega -. Mi chiedo cosa avremmo letto nel testo se così non fosse stato. Tanto per cominciare non c'è traccia di aumenti stipendiali per una categoria sempre più in crisi e in fuga dal Ssn - continua -. Salvo la beffa, perché di questo si tratta, del beneficio della riduzione Irpef per la fascia da 50 a 55mila euro: trovarne infatti di infermieri che si attestano su redditi da dirigenza". Per il resto, rileva il segretario in una nota, "il nulla cosmico per gli infermieri, niente che possa incentivare i giovani a intraprendere questa carriera e niente che possa trattenere chi è in servizio. Una precisa scelta di campo che va verso lo smantellamento del Ssn a vantaggio del privato, come con il voucher anziani o con lo stanziamento di 1,4 miliardi per compensare il payback". Una traiettoria che, tra l'altro, avverte, "viaggia in senso contrario rispetto agli obiettivi del Quadro di finanza pubblica europeo 2028-2034 che sul personale sanitario impegna la Commissione europea a incrementare la forza lavoro di almeno un milione di operatori". "Ci aspettavamo - spiega Bottega - almeno la detassazione delle indennità legate al disagio da turno per chi lavora sulle 24 ore, ma questo beneficio è stato assegnato solamente ai lavoratori del settore privato, come la detassazione degli incrementi contrattuali. Senza contare il cortocircuito delle prestazioni aggiuntive: 87milioni di euro destinati al comparto e limitati solo alla riduzione delle liste d'attesa e non a coprire, come invece è stato fino a ora, la carenza anche nei reparti. Ancora una volta uno schiaffo agli infermieri turnisti: il paradosso, infatti, è che questo personale continuerà a coprire i buchi d'organico attraverso lo straordinario del valore di circa 21 euro lordi l'ora rispetto a chi, non turnando, potrà portare a casa 50 euro orari di prestazione aggiuntiva". Anche sull'indennità di pronto soccorso, analizza, "assistiamo al classico gioco delle tre carte, con il governo che con una mano dà e con l'altra toglie, dal momento che il Ccnl 25-27, nonostante la nostra ferma opposizione, ha sottratto 100 euro lordi mensili ai professionisti del Ps, mentre la manovra ne eroga altrettanti di aumento per loro. Non sarebbe stato meglio lasciare i soldi del contratto al personale del pronto soccorso e usare le risorse della legge di Bilancio per ridurre la tassazione dell'altrettanto disagiato lavoro a turni?". Bottega, quindi, rincara: "Una manovra a somma zero, se non fosse per lo stanziamento di 100 milioni di euro per il contenzioso del comparto sanità sul buono pasto non riconosciuto ai lavoratori turnisti, che poi sono infermieri nella maggior parte dei casi. Risorse che, c'è da giurarci, andremo a prenderci fino all'ultimo centesimo, come del resto abbiamo già cominciato a fare a colpi di sentenze che ci hanno dato ragione". Riproduzione riservata © Copyright ANSA